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GN del Gnocco Fritto - La crescentina bolognese

Foto di Valentina di Felice

"C'era una volta un gruppo di rivoluzionari che amava sfidare gli sbirri papalini.
Ogni venerdì questi simpatici buontemponi si davano appuntamento in un'osteria sempre diversa, lungo la via Emilia, per mangiare  focacce, piadine e tigelle condite con spesse fette di lardo.
Una sera una moglie che non capiva le continue uscite del marito e i suoi rientri "appagati", fece una soffiata agli sbirri che irruppero nell'osteria dove si trovavano i rivoluzionari sicuri di trovare i sovversivi intenti a mangiare di grasso.
Loro però si erano liberati del "corpo del reato" gettando il pezzo di lardo dentro una pentola vicino al fuoco con l'intento di nasconderlo. Quando gli sbirri perquisirono il locale scoperchiando anche la pentola, vi trovarono dentro del grasso fuso e chiesero a che cosa servisse. 
Il più burlone del gruppo si inventò che il grasso veniva usato per cuocere un pane speciale.
Gli sbirri gli chiesero una dimostrazione e lui fu costretto ad inventarsi qualcosa per non finire in prigione. 
Senza perdersi d'animo, prese un pezzo di pasta, lo stiracchiò ben bene e lo immerse nel grasso fuso bollente. 
Lui non lo sapeva ancora ma fra la burla, lo scherzo e la paura era nato lo gnocco fritto, una delle prelibatezze del creato."

Sono proprio nata nella regione giusta :)
L'Emilia Romagna è da sempre un pullulare di prelibatezze e la via Emilia, è una vera strada del peccato :-)
Da qualsiasi parte la prendi, da Rimini o Piacenza, da est a ovest o viceversa non c'è scampo: troverai sempre qualcosa di unico, speciale e stracalorico da gustare: partiamo dalla mia città, Bologna,  con la crescentina, sorella del modenese gnocco fritto, proseguiamo fino a Piacenza dove ci sono i chisolini o meglio chisulein, a Parma c'è la torta fritta, a Ferrara i Pinizini, in Romagna la Piè fritta ed è meglio che mi fermi qui.. :)

Come per tantissime altre ricette anche la crescentina ha infinite le varianti, chi prepara l'impasto con latte e/o acqua frizzante, oppure solo con latte o solo conacqua, chi con vino frizzante o birra.
A volte si aggiunge una punta di zucchero o di miele per agevolare la lievitazione.
Mia suocera mette sempre un pò di panna fresca, rigorosamente ad occhio :), conosco ricette che prevedono anche l'aggiunta di stracchino o ricotta, altre che usano il bicarbonato al posto del lievito.

Qui vi riporto la mia ricetta:


500 g farina 0
20 g di lievito di birra fresco
30 g di strutto
2,5 lt di acqua frizzante
sale
strutto per friggere
Su un tagliere setacciare la farina e sbriciolatevi sopra il lievito. Fare un incavo nel centro, mettere lo strutto e il sale ed impastare con l'acqua frizzante fino a quando l'impasto non risulterà liscio ed omogeneo.
Lasciarlo lievitare un'ora e mezza coperto con pellicola e un canovaccio. Trascorso questo tempo tirate una sfoglia ad uno spessore sottile (3-4 mm) e tagliatela a rombi di circa 5-6 cm per lato (andate pure ad occhio). In una grande padella dai bordi alti (meglio se di ferro) fate sciogliere lo strutto a fuoco vivace e friggete le crescentine poche alla volta.
Scolatele con una ramina e disponetele su un piatto foderato con carta assorbente.

Accompagnate le crescentine con salumi (prosciutto crudo, mortadella, salame, coppa estiva), formaggi (squaquerone e stracchino su tutti), sottaceti, giardiniera di verdure.


Ve l'avevo già detto che sono nata nella regione giusta? :))



Con questa ricetta  partecipo alla GN del Gnocco Fritto, celebrata oggi dal Calendario del Cibo Italiano. 

bibliografia: "Ma sei di coccio" - Damster Edizioni

La mia Salade Andalouse per il Club del 27!


Eccoci qui per un nuovo appuntamento col Club del 27!

L'estate incombe così come la famigerata prova costume, perciò abbiamo scelto fra i temi del mese passati quello delle insalate, uscito in concomitanza alla sfida n.31 sulla Ceasar Salad.
I link di tutte le ricette del Club di questo mese le trovate qui, correte a leggerle tutte!| 
Geniale come sempre la cover realizzata per noi dalla bravissima Mai Esteve!



Stiamo parlando non di insalate qualunque ma in alcuni casi si tratta delle ricette di grandissimi Chef, Escoffier su tutti.
Ed è proprio un'insalata di Escoffier che ho scelto per questo mese.
Pochi ingredienti ma ben dosati fanno di questa preparazione una prelibatezza unica!
Auguste Escoffier fu uno dei più grandi cuochi del secolo scorso, che col suo talento ha contribuito a fare la storia della gastronomia mondiale.
"Il re dei cuochi, il cuoco dei re", Escoffier ha diretto le cucine dei più grandi ristoranti del mondo, dal Savoy di Londra, al Ritz di Parigi, al Carlton di New York.
A più di ottanta anni dopo la sua morte (1935), Auguste Escoffier rimane un maestro della cucina francese senza avere perso nulla della sua modernità, perché lui è stato un precursore in ogni campo culinario e perchè tutto quello che ha realizzato resta ancora oggi, attuale più che mai: dall' organizzazione del lavoro in cucina, al servizio alla francese, al menù a prezzo fisso, all''internazionalizzazione, i media ecc . 
La sua Guide Culinaire è ancora il riferimento di base della cucina francese.
E anche alcuni suoi dettami, tra cui questo: "La cucina si evolverà come si evolve la società stessa , senza cessare di essere un'arte ... Noi vogliamo ricercare nuovi percorsi in noi stessi per lasciare metodi di lavoro adatti agli usi e costumi dei nostri tempi"


Salade Andalouse di Escoffier

2 pomodori
1-2 peperoni rossi
150 gr  di riso (io ho utilizzato il riso Arborio)
sale
olio evo
aceto bianco
prezzemolo tritato
pepe macinato al momento
1 spicchio d'aglio (facoltativo)
cipolla tritata (facoltativo)

Preparate i peperoni arrostendoli in forno o su una griglia, girandoli di tanto in tanto, finchè la buccia non sia un pò bruciacchiata.
Toglieteli e avvolgeteli in un foglio di carta d’alluminio. Fate freddare, quindi privateli della pelle e tagliateli a striscioline.

Pelate i pomodori e tagliateli in quarti. Potete pelarli aiutandovi con un pelapatate oppure sbollentadoli per un minuto in acqua bollente, per poi passarli subito in acqua fredda e poi procedere a elimintare la pelle.

Fate bollire il riso in acqua salata fino a cottura (Escoffier indica come tempo di cottura 18 minuti), quindi scolatelo bene. Mescolate pomodori, peperoni, e riso in una ciotola.
In una ciotolina emulsionate l'olio evo, l'aceto, il pepe macinato al momento condite l'insalata e in ultimo cospargete di prezzemolo fresco tritato.
Guarnite il piatto con qualche pomodoro tagliato in quarti e qualche altra strisciolina di peperone.

Volendo potete anche aggiungere un pò di cipolla tritata finemente e uno spicchio d’aglio schiacciato, io non ho messo nè l'una nè l'altro per non caricare troppo questa insalata, che già così com'è è perfetta, fresca, leggera e saporita.







Rolls orfani - Omaggio ad Alessandra Gennaro


Questo mese all'MTChallenge ci sfidiamo a colpi di rolls, i rotolini finger food proposti dalla bravissima  Giovanna di Gourmandia, che ci ha riportato ai tempi in cui c'era ancora quel piacere di ricevere ospiti, di preparare la tavola, di stupire con creazioni anche stravaganti e abbinamenti insoliti.
Inizialmente avevo in mente tutta un' altra idea per i miei rolls, volevo farli rotolare giù per la via Emilia :) da Piacenza fino a Rimini ,  riempiendoli di tutte le cose buone che si trovano lungo questa antica strada, che solitamente finiscono dalla nostra tavola direttamente sul nostro girovita.
Ma poi ho cambiato idea. Così, tutto d'un tratto. Mi è venuta in mente lei, la nostra Old Fashioned Lady, che di un paio di ballerine e un filo di perle ha fatto il suo logo distintivo, che fin dai tempi di Menù Turistico stupisce e delizia il web con le sue ricettee originali, innovative, raffinate: alcune complesse altre strafurbe, ma tutte sempre con il suo inconfondibile tocco di genialità. Tutto qesto quando ancora la maggior parte di noi doveva capire da che parte si gira la manovella per accendere il gas :). Ergo: "se la classe non ce l'hai, nessuno te la può insegnare".

Spero di aver dato degna destinazione a queste ricette, queste sue piccole "perle" che ho usato per la mia "collana" di rolls :)
Non vorrei sfigurare.. Ho visto in giro rolls meravigliosi, dei veri gioielli :)))

Ho "adottato" qualche ricetta di Alessandra per i miei rolls. Ricette Orfane, è la pagina che Alessandra ha su facebook per condividere e far adottare le sue ricette. Da qui il nome, Rolls Orfani, fatti con ricette che avevo già notato e che ho amato alla prima lettura, pregustandole e sognandole lungamente.Questa era l'occasione giusta per provarne una buona parte.

Chiamatemi pure come volete (lecchina, ruffiana, ecc..) ma per Alessandra nutro un affetto speciale.
E non c'entrano mire di vittore (per gare dove non si vince nulla) :) o per visibilità di cui non me ne è mai fregata una cippa (basta vedere la frequenza con cui aggiorno questo blog) o altre amenità.
Da quando ho avuto la fortuna di incontrarla, lei c'è sempre stata; per sostenermi in momenti di orrendi, spronarmi quando ero in confusione, scoprire e valorizzare capacità che neanche sapevo di avere.
Quindi mi è venuto spontaneo renderle omaggio mettendo in questi rolls qualche suo cavallo di battaglia, quelle ricette da "porca figura" che l'hanno resa popolarissima (e invidiatissima) in tutto il web. L'unico cruccio è non poter vedere la sua faccia quando leggerà questo post :)))
Scherzi a parte, grazie ancora Ale, di tutto.

Da sinistra: rondelle di baci di dama salati, brisée al salame, focaccia genovese



Rolls di mortadella con gelato di parmigiano e cipolla  brasata al balsamico  su base di  bacio di dama salato

 
e
3 fette di mortadella da 3-4 mmm spessore


Gelato al Parmigiano di Alessandra Gennaro
350 g  di panna da montare non montata
200 g di Parmigiano Reggiano

In un casseruolino, far scaldare la panna fin quasi al punto di ebollizione: versarvi il Parmigiano tutto in una volta e, con un cucchiaio di legno, mescolare bene, a fiamma bassa, fino a quando il formaggio si è completamente sciolto. Filtrare attraverso un colino a maglie fitte, direttamente in un contenitore dai bordi alti e mettere in frigo per almeno sei ore.

 Cipolla brasata al balsamico
1 cipolla rossa
1 cucchiaio di aceto balsamico
olio evo q.b.
sale fino
pepe nero al mulinello
un cucchiaino di zucchero
In una padella mettete un giro d'olio evo e fate rosolare cinque minuti la cipolla tagliata sottile aggiungendo lo zucchero e regolando di sale e pepe. Trascorso questo tempo aggiungete l'aceto balsamico, coprite e continuate la cottura a fiamma bassa per altri 10-15 minuti fino a che non sarà morbida e cremosa. Fate raffreddare.
100 g di farina di mandorle
100 g di farina debole
100 g di burro freddo di frigorifero
dai 50 ai 70 g di Parmigiano reggiano grattugiato
un cucchiaino di sale

Lavorate tutti gli ingredienti velocemente con le punte delle dita. Appena gli ingredienti staranno insieme avvolgete l'impasto in pellicola trasparente dandogli la forma di un salsicciotto diametro 5 cm circa. Lasciate riposare in frigo almeno un paio d'ore.
Con una lama tagliente tagliate tante rondelle di spessore poco meno di 1cm e disponetele su una teglia foderata di carta forno. Cuocete a 150-160° statico per 15 minuti.
Fate raffreddare su una gratella.

Stendete le fette di mortadella su due pezzi di pellicola trasparente leggermente sovrapposti. La pellicola dovrà avere i bordi liberi per almeno 5-6 cm.
Rifilate le fette in modo da ottenere un rettangolo lungo cira 25 cm.
Sulla parte bassa spalmate il gelato di Parmigiano, distribuite quindi sul gelato la cipolla brasata e cominciate ad arrotolare aiutandovi con la pellicola.


Disponete altri due fogli di pellicola sul piano di lavoro e appoggiatevi il roll senza la pellicola usata in precedenza. Arrotolate nuovamente facendo scorrere il rotolo tenendo le estremità della pellicola che vi serviranno poi per serrare il tutto. Trasferite in freezer per almeno 2-3 ore.
Tagliate delle rondelle di circa 2-3 cm di spessore e appoggiatele sulle rondelle di baci di dama.  
Decorate con una puntina di cipolle brasate e un pò di farina di mandorle.


Filetti di platessa con ripieno di Homity Pie e lemon curd salato su focaccia ligure 

4 filetti di platessa cotti a vapore
sale, pepe nero e prezzemolo tritato

Per il ripieno della Homity Pie (ho omesso la panna e il formaggio)
 350 g di patate
200 g di cipolle
1 porro
1 spicchi d'aglio
tre-quattro rametti di timo fresco
un bel ciuffo di prezzemolo
1 spicchio d'aglio
olio extravergine

Riporto il procedimento come spiegato da Alessandra: sbucciate le patate, sciacquatele sotto l'acqua corrente, asciugatele, tagliatele a tocchetti e fatele cuocere in acqua fredda, leggermente salata per circa  5 minuti dal bollore devono rimanere sode, senza disfarsi.
Nel frattempo,mondate le cipolle e il porro, lavateli bene (attenzione al porro, la terra si annida dappertutto)e affettateli finemente.
Prendete una padella larga e versatevi un giro d'olio: appena è caldo, fatevi dorare lo spicchio d'aglio (non sbucciatelo,se preferite un sapore meno intenso); unite poi le patate, le cipolle e il porro, salate, fate saltare per qualche minuto, poi abbassate lafiamma e portate a cottura, aiutandovi con uno o due mestoli di acqua calda: alla fine, gli ortaggi dovranno essere morbidi e cremosi. 
Lasciateli intiepidire, poi metteteli in una terrina, assieme al prezzemolo tritato, allefoglioline di timo. Mescolate bene e aggiustate di sale e pepe.
Tenete in frigo fino al momento di servirvene.

Lemon curd salato di Alessandra
Prendete tre tuorli e montateli a bagno maria, aggiungendo a poco a poco 100 g di burro, sempre montando. Quando avete raggiunto la consistenza di una massa spumosa, aggiungete due o tre cucchiai di olio extravergine a filo e, in ultimo, il succo di due limoni e la scorza grattugiata di uno solo . Salate e invasate da caldo.
Tenete in frigo almeno un giorno prima di utilizzarlo.

Focaccia ligure di Alessandra
per una teglia rettangolare di 40 x 30 cm circa
250 g di farina 00
250 g di farina 0
dai 280 ai 320 ml di acqua
1 cucchiaino di malto
12  g di lievito di birra fresco
2 cucchiai d'olio extravergine
10 g di sale fino
Ad aggiungere:
2 cucchiai di olio extravergine
mezzo bicchiere d'acqua (circa 50 ml)
una piccola manciata di sale grosso

Sciogliete il lievito e il malto in poca acqua tiepida, fate riposare una decina di minuti in modo che il lievito si attivi.
Nella ciotola della planetaria se usate il robot oppure a mano mettete le farine setacciate e il lievito sciolto nell'acqua. Iniziate ad impastare aggiungendo l'acqua, l'olio e il sale. Io sono arrivata a 250 ml di acqua e sono stata a guardare come si comportava l'impasto. Era ancora un pò tenace ho aggiunto pian piano altri 30 ml di acqua e impastato ancora 5 minuti. Alla fine l'impasto era bello elastico e ben idratato.
Fate lievitare coperto, per un'ora.
Poi versate l'impasto direttamente nella teglia, unta con abbondante olio extravergine.
Chi meglio di Alessandra può spiegarvi come fare la vera focaccia genovese? Riporto le sue parole:

Non usate il mattarello, ma spianate l'impasto con la punta delle dita, stirandolo per allargarlo. Non preoccupatevi se questo non vi obbedirà al primo colpo e tenderà a restringersi: sono gli scherzi della maglia glutinica... Lasciate riposare qualche minuto, poi riprendete, sempre lavorando coi polpastrelli.
Alla fine, lasciate lievitare fino al raddoppio. 
Accendete il forno a 230 °C, modalità statica e preparatevi a fare gli ombrisalli o gli oeuggi, vale a dire i caratteristici buchini, nei quali si depositeranno l'olio, l'acqua e il sale, determinando quelle "chiazze" bianche e un po' gelatinose che contraddistinguono la nostra focaccia. I veri fornai vanno giù decisi, usando non la punta delle dita, ma la seconda falange: lavorano "di taglio", cioè, non dal basso verso l'alto come comunemente si crede e come facevo anch'io. Il motivo è che in questo modo si creano buchi più profondi, senza il rischio che si rompa l'impasto: ovvio che se usate la forza di venti braccia probabilmente ammaccate anche la teglia, ma ci siamo capiti.
Ed ora, il discorso salamoia: fino a pochi anni fa, annegavo la focaccia nell'acqua e la facevo cuocere lì dentro. Il forno era consenziente, ottenevo un risultato soddisfacente, eravamo tutti contenti. Poi, all'improvviso, il mio forno ha iniziato a cuocere diversamente-e io ho iniziato a capire cosa intendevano dire le mie amiche, quando lamentavano che l'acqua non si fosse asciugata e la parte inferiore della focaccia fosse rimasta molliccia. Da qui, ho ridotto notevolmente le dosi della salamoia: faccio i buchi, verso un bel po' di sale grosso, aggiungo mezzo bicchiere d'acqua a temperatura ambiente, irroro con abbondante olio (sempre extravergine, sempre di ottima qualità) e poi inforno, a forno caldissimo (230°C, il mio) per 15- 20 minuti. Sempre nel mio forno, verso la fine della cottura devo girare la teglia, per avere una coloritura uniforme in superficie, ma questa è l'unica eventualità che vi si potrebbe presentare: quando è pronta, è così: 


Cuocete al vapore per pochi minuti i filetti di platessa (nell'acqua ho aggiunto i limoni spremuti del lemon curd e qualche rametto di timo) salateli e pepateli e cospargeteli con un pò di prezzemolo tritato. Fate raffreddare completamente.
Battete i filetti di platessa fra due pezzi di pellicola trasparente per appiattirli un pò.
Disponeteli su due fogli di pellicola trasparente leggermente sovrapposti (sia la pellicola che la platessa :) dando una forma rettangolare.
Spalmate il lemon curd su tutta la superficie lasciando un paio di centimetri dai bordi.
Sulla parte bassa del rettangolo spalmate il ripeno della Homity pie ed arrotolate tutto aiutandovi con la pellicola e formando un cilindro.
La foto indegna non rende giustizia alla bontà di questo roll!

Disponete sul piano da lavoro leggermente bagnato altri due pezzi di pellicola trasparente leggermente sovrapposti e disponetevi il cilindro senza la pellicola utilizzata prima.
Arrotolate nuovamente tenendo le estremità della pellicola e facendo rotolare sul piano in modo da ottenere un cilindro ben stretto.

Mettete in freezer almeno un paio d'ore.
Tagliate la focaccia in cerchi dello stesso diametro del cilindro di platessa.
Togliete il cilindro dal freezer e tagliatelo a rondelle di 2-3 cm di spessore.
Disponete le rondelle sui cerchi di focaccia e decorate con una goccia d'olio evo e una scorzetta di limone.


Rolls di pomodori secchi con Patè di fave alla ligure e crema di pecorino su disco di brisée al salame

150 g di pomodori secchi
Per il paté di fave alla ligure di Alessandra
100 g di fave sgusciate
1 spicchio d'aglio
maggiorana q.b.
olio evo

Far sbollentare le fave, per qualche minuto e poi togliere la pellicina esterna. Frullatele con sale, aglio e maggiorana. Una volta ottenuta una crema, montarla con un filo d'olio, come per fare la maionese.
per la brisée (dal libro Torta a Torta) :
100 g di farina debole,
50 g di farina integrale
75 g di burro
1 cucchiaio di acqua fredda
1 cucchiaino di sale
50 g salame tritato
Lavorate tutti gli ingredienti velocemente, formate un cilindro diametro circa 5 cm e avvolgetelo nella pellicola.
Lasciatelo riposare in frigo un paio d'ore almeno.
Tagliatelo a rondelle di spessore max 1 cm, disponetele su una teglia foderata di carta forno e cuocete a 160°C statico per 15 minuti.

Per la crema al pecorino
100 g pecorino stagionato grattugiato
200 g panna fresca da montare

In una casseruola portate la panna quasi a bollore, versatevi il pecorino grattugiato e mescolate bene a fiamma bassa fino a che non si sarà sciolto.
Trasferite il tutto in una ciotola e tenete in frigorifero un giorno.

Per i pomodori secchi
In una pentola portate a bollore un litro d'acqua con un pò di aceto. Spegnete ed immergetevi subito i pomodori. Lasciateli così coperti per una mezz'ora buona finchè non saranno teneri.
Asciugateli bene e appiattiteli delicatamente con un batticarne.
Disponeteli su una pellicola trasparente leggermente sovrapposti formando un rettangolo.
Spalmate il dip di fave sulla parte bassa del rettangolo e disponetevi sopra la crema di pecorino.
I brutti ma buoni :)

Arrotolate stretto a cilindro e trasferitelo poi su dell'altra pellicola trasparente, eliminando quella usata in precedenza. Arrotolate di nuovo tenendo per le estremità fino a formare un nuovo cilindro.
Riporre in freezer almeno 3 ore.
Tagliare delle rondelle spesse 3 cm e appoggiatele sui dischi di brisée al salame.
Decorate con qualche strisciolina di porro fritta.


Con questa ricetta partecipo all'MTChallenge n. 66 dedicato ai Rolls




Il mio rice pudding per il Club del 27!


Terzo appuntamento del club del 27! Il Club, nato da una costola di MTChallenge, riunisce una folta schiera di vere appassionate di cucina per cucinare e condividere le ricette dei passati Temi del Mese targati MTChallenge.
Il Club del 27 -che in due mesi ha aumentato esponenzialmente le adesioni e l'interesse da parte di tutto il web- conta ora quasi cento persone che ogni 27 del mese alle ore 9 puntualmente pubblicano la la loro ricetta scelta fra quelle proposte di mese in mese.
Questa volta abbiamo scelto il tema del mese dedicato al riso, proposto durante la sfida n.41 di Settembre 2015 quando Annalena propose appunto il riso e le sue diverse cotture.
Abbiamo voluto riprendere questo tema del mese aggiungendo qualche ricetta più esotica.
La nostra insuperabile Mai ha realizzato questo bellissimo banner: il riso è il re

Io ho scelto, fra le varie ricette di riso al latte proposte da Simonetta Nepi in questo bellissimo post,  il Traditional Rice Pudding inglese perchè come lo sanno fare gli inglesi nessuno mai, perchè amo il riso al latte, mi conforta, il suo sapore mi riporta indietro nel tempo, quando c'era sempre un buon motivo per bersi un bel bicchiere di latte fresco. Ho scelto questa ricetta perchè è leggera e non occorrono procedimenti complessi da grandi manovre ed il risultato è stato ottimo sotto tutti i punti di vista: morbido al punto giusto, profumato, delizioso. Ho usato uno stampo da budino al posto della teglia e ho dimezzato le quantità.
Quelle riportate sotto vanno bene per una teglia 20x30 con i bordi alti.



Ingredienti


● 800 ml di latte


● 250 ml di panna


● 100 g di riso a grano tondo


● 30 g di zucchero (di canna, meglio)


● 25 g di burro


● 1 baccello di vaniglia


● 1 pizzico di noce moscata


Scaldare il forno a 150 gradi.
Imburrare leggermente una teglia da forno.
In un tegame scaldate il latte e la panna a fuoco basso, unire i semi di vaniglia raschiati dal baccello aperto con il dorso di un coltello e il baccello e mescolate. Appena il latte è caldo ma senza bollire, toglietelo dal fuoco e lasciare in infusione la vaniglia per 5-10 minuti, poi eliminate il baccello.
Versate il riso e lo zucchero sulla teglia imburrata spargendoli su tutta la superficie e poi versateci sopra il latte e mescolate perfettamente.
Spolverate un grattata di noce moscata sulla superficie e infornate. Abbondate con la noce moscata.
Cuocete per circa un paio d’ore sino a che il pudding sia ben consistente e sulla superficie si sia formata una crosticina spessadella skin (la pelle del latte). Deve rimanere morbido ma consistente.
Si può mangiare con un cucchiaio di marmellata.
La crosticina è rimasta sotto probabilmente la foto dovevo farla in modo diverso.. comunque era sottile, ben caramellata e con un sapore delizioso di noce moscata, spezia che adoro e che si sposa benissimo con il riso al latte. Insomma, una vera delizia!



Sartù bianco di pollo al curry con polpettine di melanzana




Marina ha vinto la sfida MTChallenge sulle terrine e col testimone in mano è corsa a Napoli, proponendo un classico della cucina partenopea: il Sartù
Il sartù è un timballo della tradizione napoletana che risale al XVIII secolo.
Anche se il riso arrivò a Napoli dalla Spagna già dal XIV era considerato cibo povero e poco gustoso, tanto da essere rinominato "sciaquapanza" e consumato in casi di malattie gastriche o intestinali.
Quando alla corte dei Borbone arrivarono i cuochi francesi (i Monsù) e crearono il sartù aggiungendo al riso ogni bendidio, il riso passò dalle tavole nobili a quelle borghesi e diventò un piatto della tradizone popolare, amato da tutti.
Dell'iniziale diffidenza dei napoletani verso il riso e di come poi il sartù naque e conquistò tutti ne parla Annalena Bortoli in questo bellissimo articolo che vi consiglio di leggere. Tutto il resto è noia :))
Per la realizzazione del sartù invece, leggete questo post magistrale, la nostra Mademoiselle Marina ci svela tutti i segreti per un sartù perfetto e ci insegna, come una maestra fa con i suoi scolari, tutti i passaggi e le accortezze da seguire per ottenere un sartù meravigliosamente croccante fuori e morbido dentro... grazie Maestra!! :))))
 L'idea iniziale era di riempire il mio sartù con ingredienti tipici di Bologna, la mia città, alla faccia dell'originalità :)) poi ho cambiato idea.
Sono andata verso oriente e nel sartù ho messo del pollo al curry con bambù e scalogni, cotto nel latte di cocco. Le polpettine come da regolamento le ho fatte di melanzana condendo poi il tutto con una salsa realizzata con il fondo di cottura del pollo insaporito dalla salsa di soia.
 Ho usato uno stampo da budino, con delle belle scanalature che mi hanno fatto subito pensare ad un riso bicolore, che ho cercato di ottenere unendo della curcuma in polvera ad una metà del riso.
Ed ecco il mio
SARTU' BIANCO DI POLLO AL CURRY CON POLPETTINE DI MELANZANA

Per il riso
500 g riso arborio
3 uova grandi
100 g di mandorle
1 cm di zenzero fresco
sale grosso
acqua bollente
1 cucchiaino di curcuma in polvere
Per il ripieno
200 g di coscia di pollo disossata
150 g di bambu
1 bicchiere di aceto di mele
200 ml di latte di cocco
3 scalogni
1 cucchiaio raso di curry in polvere
olio evo
sale pepe nero
Per le polpette
1 melanzana media
100 g di parmigiano
100 g di pan grattato
sale e pepe
prezzemolo qb
1 uovo
Per la salsa di accompagnamento
20 g di burro
20 g di farina
il fondo di cottura del pollo
2-3 cucchiai di salsa di soia

In un tegame dal fondo spesso fate scaldare dell'olio evo con lo zenzero grattugiato. Unite il riso e le mandorle tritate grossolanamente e fate tostare il tutto per qualche minuto.
Aggiungete il sale grosso in fase di rosolatura e portate a 3/4 delle cottura aggiungendo poco a poco acqua bollente.
Mantecate a fiamma spenta con il parmigiano e un paio di cucchiai di olio evo.
Dividete il riso ottenuto in due parti ed in una aggiungete un cucchiaio raso di curcuma in polvere. Fatelo intiepidire ed unite le uova precedentemente sbattute. Tenete da parte.



Preparate le polpettine di melanzane
Lavate la melanzana e praticate qualche taglio nella buccia. Fatela cuocere in forno avvolta da alluminio (180°C per una mezz'ora sono sufficienti, controllate però con una forchetta: se affonda bene è cotta) Lasciate intiepidire e tagliatela a metà. Scavate la polpa e mettetela in una ciotola. Frullatela con un frullatore ad immersione, regolate di sale e pepe, unite il prezzemolo, l'uovo, il parmigiano e tanto pan grattato da ottenere un composto lavorabile e compatto.
Formate delle piccole polpettine, rotolatele nel pangrattato e rosolatele in padella dove avrete scaldato un generoso giro di olio evo.

Preparate il pollo al curry
Teagliate il pollo in cubetti o striscioline ed infarinatelo bene.
Rosolatelo in olio evo,  aggiungete gli scalogni affettati e il bambù precedentemente sbollentato nell'aceto e acqua per qualche minuto, e fate rosolare bene. Regolate di sale e pepe ed aggiungete il curry e il latte di cocco.
Coprite e fate cuocere 10-15 minuti.
Scolate il pollo ricavandone il liquido di cottura che servirà per la salsa.
Mettete il pollo (con scalogni e bambù) in una ciotola e fatelo raffreddare.
In una padella fate sciogliere il burro, fatelo schiumare e quando la schiuma diminiuisce aggiungete la farina tutta in una volta. Mescolate e pian piano aggiungete il fondo di cottura del pollo.
Cuocete per 10 minuti circa mescolando sempre e aggiungendo a piacere qualche cucchiaio di salsa di soia.

Imburrate bene uno stampo tronco conico o da budino, cospargetelo bene di pangrattato.
Foderate fondo e pareti con il riso, di uno spessore di circa 1 cm.
Io ho giocato con la forma dello stampo da budino, riempiendo le scanalature alternando riso giallo e riso bianco.
Mettete un pò di pollo al curry, qualche polpettina e coprite con uno strato di riso, ripetete con altro ripieno e altre polpettine. Chiudete con il riso.
Cuocete a forno statico a 180°C per circa 50 minuti (regolatevi col vortro forno)



Servite con la salsa preparata e tenuta in caldo.




























Con questa ricetta partecipo all'MTChallenge di Aprile dedicato al Sartù


La mia Tarte au Chocolat per Il Club del 27






Immagino già la vostra domanda:
"Ma come?? Il titolo parla di una lussuriosa Tarte au Chocolat e dov'è la foto? e la ricetta? eh? eh? eh?"
CALMA.
La torta c'è, anzi c'era :-)
E se leggete sotto ve ne darò la prova:-)
Prima c'è una cosa più importante di tutte le torte, le ricette, le meraviglie culinarie che oggi verranno proposte.
Prima di tutto c'è il gruppo, ecco perchè ho messo il banner del gruppo in testa al post, al posto della foto della torta.
Parafrasando un famoso slogan, Sopra a tutto c'è Il Club del 27.

Siamo solo al secondo appuntamento ma il Club del 27-il gruppo nato per riproporre le ricette dei Temi del Mese  passati targati MTChallenge- continua a crescere in modo esponenziale e lo fa non solo in termini di adesioni ma anche e soprattutto in termini di entusiasmo, voglia di cucinare, voglia di condividere, confrontarsi e divertirsi.
Tanto che da oggi inauguriamo anche la nostra pagina Facebook

Questo è quello che Alessandra aveva in mente quando ha avuto questa idea geniale e questo si sperava e a cui si ambiva quando siam partiti più di....un mese fa :)
Tanta strada c'è ancora da fare e tanta ne faremo,  ma se le premesse sono queste, direi che stiamo andando alla stra-grande. Tutti insieme appassionatamente.. tutti insieme ai nostri chili, intendo :-D Qui trovate l'articolo di Alessandra con tutti i link ai post dei vari partecipanti. Un elenco lunghissimo e golosissimo!


Per me è' stata dura scegliere (la mia prima scelta è stata la Tarte Tatin ma poi ho ceduto al cioccolato :)) fra le tantissime meravigliose ricette del tema del mese "Bye Bye Miss MTC Pie" dedicato alle torte, ai timballi e alle pies d'Italia e del mondo.
E' stata dura ma ce l'ho fatta, ovviamente :))


 
Tarte au Chocolat
Ingredienti:
Pàte sablée
      120 g di burro
      2 g di sale fino
      90 g di zucchero a velo
      15 g di farina di mandorle
      1 uovo
      240 g di farina 00
Ganache al cioccolato fondente
      350 g di Cioccolato fondente al 70%
      250 g di panna fresca
      1 cucchiaio di miele
      50 g di burro


In una ciotola miscelate bene il burro morbido a pezzetti con il sale, 60 g di farina, lo zucchero a velo,
la farina di mandorle e l’uovo. Poi aggiungete la restante farina. Formate una palla e poi tra due fogli di carta forno stendete la pasta fino allo spessore di 3 mm e fatela riposare in freezer per 30′. Dopo il riposo foderate con carta forno lo stampo da crostata, meglio se antiaderente e con il fondo estraibile oppure imburratelo bene prima di mettere la carta forno. Rimettete in freezer e accendete il forno a 160°. Appena il forno è a temperatura, punzecchiate il fondo della crostata e infornate per 20′ o fino a doratura. Nel frattempo sciogliete a bagnomaria o al microonde il cioccolato fondente e scaldate la panna alla quale avrete aggiunto il cucchiaio di miele. Quando il cioccolato sarà fuso e ben liscio e la panna sarà calda, unite i due e mescolate bene con una spatola. Vedrete i due composti fondersi dapprima timidamente per poi regalarvi una crema morbida e densa, fate raffreddare fino a raggiungere i 35°C. A questo punto unite il burro che si scioglierà delicatamente senza che si separi e affiori sul cioccolato con quell’antiestetica patina bianca che a volte compare in superficie. In questo modo la vostra tarte avrà un aspetto lucente e accattivante.
Appena cotta, sfornate il guscio fatelo delicatamente scivolare su una gratella per farlo raffreddare. Versate la ganache al cioccolato e aspettate che raffreddi prima di metterla in frigorifero e consumarla entro 2 gg. Non ci arriverà, ovviamente, ma dovevo dirvelo :))





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